{"id":5421,"date":"2016-11-03T09:00:13","date_gmt":"2016-11-03T08:00:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alessandravita.com\/?p=5421"},"modified":"2016-10-27T12:46:05","modified_gmt":"2016-10-27T10:46:05","slug":"e-checco-zalone-come-lo-traduciamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alessandravita.com\/wp\/e-checco-zalone-come-lo-traduciamo\/","title":{"rendered":"E Checco Zalone come lo traduciamo?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Riusciamo a immaginare il nostro <strong>Checco Zalone doppiato con un particolare accento inglese<\/strong>? Probabilmente no!\u00a0Se si\u00a0decidesse di doppiare\u00a0<em>Quo vado?\u00a0<\/em>in\u00a0inglese\u00a0la<strong>\u00a0sfida sarebbe alquanto ardua<\/strong>: si\u00a0dovrebbe tenere conto di elementi specifici della cultura italiana e\u00a0l&#8217;accento del protagonista, cos\u00ec come l&#8217;ironia scaturita dalle sue battute che rivelano tutta la sua ignoranza quanto a lingua italiana. Altrettanto ardua sarebbe l&#8217;impresa di doppiare\u00a0<em>Benvenuti al Sud<\/em>, in cui la comicit\u00e0 <span style=\"color: #000000;\">sta tutta nella contrapposizione tra gli stereotipi socio-culturali e linguistici del Nord, di cui Claudio Bisio \u00e8 il rappresentante, e quelli del Sud, incarnati dal napoletano Alessandro Siani. Di fronte a una sfida tale, <strong>c&#8217;\u00e8 chi potrebbe arrendersi\u00a0e affermare che una traduzione \u00e8\u00a0impossibile<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter  wp-image-5460\" src=\"https:\/\/www.alessandravita.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/benvenuti-al-sud.jpg\" alt=\"benvenuti-al-sud\" width=\"533\" height=\"394\" srcset=\"https:\/\/www.alessandravita.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/benvenuti-al-sud.jpg 490w, https:\/\/www.alessandravita.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/benvenuti-al-sud-300x222.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 533px) 100vw, 533px\" \/> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se guardiamo la <strong>versione italiana de<em>\u00a0<\/em><em>I Simpson<\/em><em>\u00a0<\/em><\/strong>con occhio (e orecchio) attento<em>,\u00a0<\/em>ci rendiamo conto che probabilmente la <span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">traduzione\u00a0dei dialoghi ha affrontato le<\/span>\u00a0<\/span>stesse difficolt\u00e0 di cui stavamo parlando. Avete notato che<em>\u00a0<\/em>molti <strong>personaggi si esprimono con l&#8217;accento dei vari\u00a0dialetti italiani<\/strong>?<em>\u00a0<\/em>Il commissario Clancy Winchester parla con accento napoletano, il giardiniere Willie ha un accento sardo e fa continui riferimenti alla realt\u00e0\u00a0isolana, l&#8217;autista Otto chiama i suoi amici &#8220;U\u00e8, funghetto!&#8221; alla\u00a0milanese e cos\u00ec via. Eppure tutti noi sappiamo che la sitcom \u00e8 statunitense e che i personaggi appena citati sono uno irlandese, uno scozzese e l&#8217;altro di Springfield.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/SumlY1pQnrY\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In casi come quelli appena citati il traduttore si trova di fronte a <strong>due scelte possibili<\/strong>: lascio al mio pubblico la sensazione che quest&#8217;opera sia\u00a0nata in un&#8217;altra lingua e all&#8217;interno di un&#8217;altra cultura o cerco ogni strategia possibile per darle un tono\u00a0locale e far dimenticare che si tratta di\u00a0un prodotto straniero? Sono due tendenze conosciute in ambito traduttologico come\u00a0<strong>addomesticamento<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>straniamento<\/strong>, rispettivamente.\u00a0Andiamo ora a vedere quali sono gli ambiti della traduzione in cui \u00e8 pi\u00f9 frequente trovarsi di fronte a questo bivio e i motivi che influenzano la scelta di una delle due\u00a0strategie.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><div class=\"woo-sc-hr\"><\/div><a href=\"#\" class=\"woo-sc-button  custom\" style=\"background:#395FD6;border-color:#395FD6\"><span class=\"woo-\"><strong>Quali sono gli ambiti che presentano pi\u00f9 sfide?<\/strong><\/span><\/a><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza dubbio, gli ambiti che costituiscono difficolt\u00e0 di adattamento maggiori sono quelli che includono elementi legati\u00a0al contesto in cui \u00e8 nata un&#8217;opera, come quello <strong>audiovisivo, letterario, turistico e gastronomico<\/strong>. In questi casi la traduzione deve tenere conto delle diversit\u00e0 culturali, delle diverse preconoscenze del pubblico di partenza rispetto a\u00a0quello di arrivo, dei diversi stereotipi (quali accenti inglesi suscitano\u00a0nei britannici gli stessi effetti che suscitano in noi ad esempio il napoletano, il siciliano, il milanese o il veneto? Meglio ricorrere\u00a0all&#8217;accento corrispondente o doppiare Bisio\u00a0in un inglese parlato &#8220;all&#8217;italiana&#8221;?).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la letteratura vive del \u00a0suo contesto culturale, storico e geografico.\u00a0Pensiamo ad aprire<em>\u00a0<\/em><em>I promessi sposi <\/em>tradotto\u00a0in inglese con questa frase<strong>\u00a0&#8220;Quel ramo del\u00a0fiume\u00a0Tamigi,\u00a0che volge a mezzogiorno&#8221;<\/strong>. Tutto il sapore locale dell&#8217;opera andrebbe perd<span style=\"color: #000000;\">uto, insieme al contesto storico e culturale dell&#8217;Italia del &#8216;600, colpita dalla peste e dai tumulti\u00a0politici. Alla fine non sarebbe neanche pi\u00f9 il caso di parlare de\u00a0<em>I promessi sposi.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-5467 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.alessandravita.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/images.jpg\" alt=\"images\" width=\"364\" height=\"261\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">I temi per eccellenza che non possono prescindere dal paese e dalla lingua a cui fanno riferimento\u00a0sono\u00a0quelli del <strong>turismo<\/strong> e\u00a0della\u00a0<strong>gastronomia<\/strong>. Poich\u00e9 sono\u00a0spesso utilizzati in\u00a0testi argomentativi che hanno lo scopo di richiamare l&#8217;attenzione del lettore, \u00e8 molto importante dare loro\u00a0un forte tocco\u00a0straniante, esotico, che persuada il lettore a\u00a0recarsi nel paese in questione\u00a0e ad assaggiare tutti i suoi prodotti gastronomici locali.\u00a0Ecco perch\u00e9\u00a0si evita di proporre traduzioni forzate di\u00a0<strong><em>paella, tortilla, tapas, pizza, pasta, Schnitzel o Gulasch.<\/em><\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-5454 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.alessandravita.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/paella_giovedi.jpg\" alt=\"paella_giovedi\" width=\"511\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.alessandravita.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/paella_giovedi.jpg 545w, https:\/\/www.alessandravita.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/paella_giovedi-300x128.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 511px) 100vw, 511px\" \/><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><div class=\"woo-sc-hr\"><\/div><a href=\"#\" class=\"woo-sc-button  custom\" style=\"background:#395FD6;border-color:#395FD6\"><span class=\"woo-\"><strong>Perch\u00e9 ricorrere all&#8217;addomesticamento e perch\u00e9 ricorrere allo straniamento?<\/strong><\/span><\/a><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-5463 alignleft\" src=\"https:\/\/www.alessandravita.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/b_06-14-09indian0830.jpg\" alt=\"b_06-14-09indian0830\" width=\"509\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/www.alessandravita.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/b_06-14-09indian0830.jpg 650w, https:\/\/www.alessandravita.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/b_06-14-09indian0830-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/>La <strong>strategia addomesticante<\/strong> determina un adattamento del prodotto straniero in funzione di un nuovo pubblico: i riferimenti culturali originali vengono sostituiti con riferimenti pi\u00f9 familiari, cos\u00ec come gli elementi linguistici, tra cui accenti, dialetti, titoli, interiezioni, esclamazioni, ecc. Un traduttore che decida di addomesticare il prodotto originale vuole <strong>suscitare nel suo pubblico le stesse sensazioni suscitate dall&#8217;opera originale<\/strong> nel pubblico per cui \u00e8 stata creata. Questo tipo di strategia si adatta pi\u00f9 alle opere\u00a0letterarie rispetto che ai film, dove l&#8217;immagine (attori, panorama, gestualit\u00e0) ne tradisce comunque la provenienza. Ad ogni modo, \u00e8 un&#8217;ottima strategia da seguire quando le due <strong>culture<\/strong>, quella di partenza e quella di arrivo, sono molto <strong>distanti tra loro\u00a0e\u00a0non hanno punti in comune<\/strong>. Immaginiamo\u00a0ad esempio di leggere la versione italiana di un libro indiano: se vi trovassimo titoli, interiezioni e riferimenti a tradizioni spiegate con i termini originali, ma a noi del tutto sconosciuti, probabilmente finiremmo per chiudere il libro, confusi da troppe nuove informazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-5459 alignright\" src=\"https:\/\/www.alessandravita.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/caduta1.jpg\" alt=\"caduta1\" width=\"446\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/www.alessandravita.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/caduta1.jpg 400w, https:\/\/www.alessandravita.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/caduta1-300x188.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 446px) 100vw, 446px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>strategia straniante<\/strong>, al contrario, tende a inserire nella traduzione elementi del prodotto originale per dare la netta sensazione\u00a0di\u00a0un prodotto straniero, non locale. Ecco che i dialoghi\u00a0di film o libri sul tema del nazismo doppiati o tradotti\u00a0sono ricchi di<em><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<strong>heil\u00a0mein\u00a0<\/strong><\/span><strong>F\u00fchrer, Kapo<\/strong><\/em>\u00a0e <strong><em>Reich<\/em><\/strong>. Il traduttore pu\u00f2 decidere\u00a0di dare un tocco esotico al suo testo per vari motivi: innanzitutto per <strong>far vivere al suo pubblico le stesse sensazioni <\/strong>provate<strong>\u00a0<\/strong>quando ha visto o letto il prodotto di partenza, ma anche <strong>a fini formativi<\/strong>, <strong>per far conoscere meglio una cultura e una lingua straniera<\/strong>, per rinfrescare la memoria a chi ha studiato quella lingua ma non la parla pi\u00f9 da anni, e infine <strong>per arricchire la lingua di arrivo<\/strong> con nuove parole e nuove forme che potrebbero essere lentamente accettate e inglobate nel vocabolario dei parlanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tradurre un&#8217;opera rappresenta sempre una sfida e richiede conoscenze profonde, oltre che delle lingue, anche delle culture coinvolte nel processo traduttivo. Le opinioni sulle due strategie di cui abbiamo parlato sono infinite e controverse: c&#8217;\u00e8 chi ritiene l&#8217;addomesticamento una &#8220;violenza etnocentrica&#8221; e c&#8217;\u00e8 chi d\u00e0 particolare valore a una traduzione che risulti fluida e naturale. Certo \u00e8 che\u00a0<strong>riuscire a\u00a0far funzionare un film o un libro che giocano con la lingua o legate al contesto\u00a0in una nuova versione \u00e8 un&#8217;impresa ardua ma divertente<\/strong>. E voi, avete qualche idea per tradurre Checco?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riusciamo a immaginare il nostro Checco Zalone doppiato con un particolare accento inglese? 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